Gastronomia alle isole Eolie

La cucina eoliana

Per le Eolie, come per l’intera Sicilia, se ce ne fosse bisogno, va ricordato che una vera cucina eoliana o siciliana non esiste, non nel senso che comunemente si intende. Perché qui, prima ancor di parlar di cucina che significa elaborazione dei cibi, è di questi che dobbiamo parlare, dei prodotti straordinari che queste Isole felici hanno regalato in ogni tempo ai loro abitanti, e dai quali, più per ingegno che per virtù, è nata quella cucina popolare la cui riscoperta si deve proprio ai palati più esigenti e raffinati del nostro tempo.

La cucina eoliana, infatti, è costituita da cibo e da profumi, dalla sapientissima mescolanza degli uni e degli altri! il popolo ha sempre avuto buon appetito e gusto del vivere, alimentando la propria cucina ai generosi fondali del mare, affondandola nella lussuria degli agrumeti e degli abbeverativi ch’esplodono in capricciose primizie, giocandola tra rocce e pianori dell’entroterra coperti di grani ed uliveti, di erbe selvatiche e profumate, di segrete fascinazioni.

pani-cunzatu

Il pesce, di fondale o di scoglio, quello che pascola nelle sterminate praterie delle pendici sottomarine dei vulcani eoliani, quello che arriva in tavola appena pescato, profumato di mare, è il re della cucina locale. Non vanno dimenticate paste, legumi, minestre o l’insalata eoliana con il pane caliatu, i capperi o i cucunci (il frutto del cappero ).

Il Cappero

E del cappero, che possiamo dire? Ci vorrebbe un trattato enciclopedico per narrarne delle bontà e delle sue virtù, quasi un frutto dell’eterna giovinezza, come conferma la prima citazione storica di esso rinvenuta nella Bibbia (Ecclesiaste, XII 5 ) e quanto, nel tempo, da Aristotele a Teofrasto, da Discoride a Plinio il Vecchio, ci viene documentato su questo frutto prodigioso delle Eolie.