Cenni storici sull’isola di Salina

Dal punto di vista storico, anche Salina è stata protagonista nella evoluzione del neolitico eoliano.

Insediamenti dell’età del bronzo sono quello di Serra dei Cionfi (che risale al periodo di Capo Graziano) e quello della Sciara Portella (risalente al periodo milazzese).

Quest’ultimo fu violentemente distrutto, forse intorno al 1270 a.C., per mano degli Ausoni. Nelle vicende dell’isola si alternarono periodi di completo abbandono e altri di forte sviluppo. Tracce di un insediamento del IV-V secolo a.C. si trovano nella zona di Serro dell’Acqua.

Alcuni ritrovamenti presso S. Marina parlano di un notevole insediamento, formatosi attorno al IV secolo a.C., sviluppatosi in età ellenistica e poi ancor più nella tarda età imperiale romana. Lo sviluppo continuò fino all’età bizantina e medioevale. Attorno al VII secolo d.C., Salina fu una delle Eolie più abitate perchè i vulcani di Lipari erano in piena attività.

Le invasioni arabe la resero deserta finchè, attorno al XVII secolo, popolazioni e attività conobbero nuovi splendori. Salina è l’isola più fertile delle Eolie. Qui si raccolgono le uve pregiate da cui si ricava la “malvasia delle Lipari”, un vino di sapore dolce; grande importanza ha anche la coltivazione dei capperi, esportati in tutto il mondo.

Lo sviluppo dell’isola è anche dovuto all’abbondanza d’acqua e quindi di vegetazione: nel 1980, è stato creato il parco regionale di Salina e, nel 1981, é stata costituita la riserva naturale dei due monti.

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