Itinerari subacquei Vulcano

LA PARETE DELLA SIRENETTA, CAPO TESTA GROSSA,LA FRANATA DELL’ARCIPELAGO,CAPO GROSSO,LO SCOGLIO QUAGLIETTO

Capo Testa Grossa
Osservando Capo Testa Grossa dal mare, noteremo che si tratta di una propaggine massiccia che termina con una parete piuttosto allungata, che scende nel mare con un andamento nord-sud. Da quì si scende in acqua nella cala a nord del capo, in prossimità delle rocce.

All’ interno della cala, infatti, la roccia cade a picco formando una parete verticale molto concrezionata dove si trovano bellissime colonie di spugne. Continuando a pinneggiare, si giunge fino alla punta vera e propria. Ci si troverà in un ambiente davvero suggestivo: la parete scende in acqua verticalmente ma è molto articolata. Le rocce sono frastagliate in picchi, canali e rientranze. Questa imponente morfologia continua per diversi metri, fino a profondità piuttosto elevate, superiori ai cinquanta metri.

La Parete della Sirenetta
Il vulcanismo è senza dubbio la caratteristica più peculiare dell’ arcipelago eoliano e rende queste isole note ed apprezzate in tutto il mondo. Scendere lungo le pendici di un cono vulcanico attivo non è una esperienza che capita tutti i giorni.

Trovare il punto d’ inizio è molto facile. Provenendo da Lipari si attraversa il canale e si lascia sulla destra il porto di Vulcano. continuando a costeggiare l’ isola per diverse centinaia di metri, ad un certo punto appare un grande scoglio, sormontato dalla statua di una sirena che emerge a poca distanza dalla costa. Ci si trova su una piattaforma rocciosa che cede improvvisamente il posto ad una vertiginosa parete; a pochi metri dal ciglio, il fondale inizia a degradare rapidamente.

I possenti bastioni di lava nera cadono decisi verso la sabbia che a sua volta prosegue verso gli abissi, seguendo una pendenza elevatissima. Ad una quindicina di metri di profondità vale la pena di fare tutto il giro dello scoglio della Sirenetta, caratterizzato da grandi massi appoggiati sul fondo. In alcuni tratti la sabbia è giallo-rossastra; si notano anche emissioni gassose e acqua calda che risale dal fondale.

Seguendo, a circa tre metri di profondità, il limite tra le rocce della costa e l’ inizio del pianoro, si notano alcune cavità. La prima che si incontra venendo dallo scoglio della Sirenetta ed andando verso il porto è poco profonda ma ricchissima di emissioni d’ acque termali; la seconda penetra invece per alcuni metri nella roccia e risale fino a raggiungere la superficie di un minuscolo laghetto ipogeo di acqua marina, molto spettacolare.

Capo Grosso
Capo Grosso è una bizzarra struttura rocciosa che si allunga verso il mare aperto come se fosse una fortificazione costruita per ostacolare le onde provenienti da sud. La parete è infatti assolutamente verticale in ogni suo punto e non presenta mai tratti pianeggianti sui quali trovare un appoggio.

La discesa verso fondali più alti è repentina. dopo pochi colpi di pinna, ci si trova sospesi a mezz’ acqua di fronte alla parete verticale di cui abbiamo già parlato. La cosa più suggestiva di questa immersione è una specie di rampa incisa nella roccia della parete completamente coperta di Astroides.

Lo Scoglio Quaglietto
La cala che si apre tra Capo Testa Grossa e lo Scoglio del Quaglietto è di sicuro una delle più belle di tutto l’ arcipelago. Entrando, alla nostra destra, scopriremo delle bellissime piscine naturali dall’ acqua cristallina del colore dello smeraldo: il luogo è noto come il “bagno delle Vergini”. Alla fine della cala si apre un’ ampia grotta, in cui è possibile entrare con la barca, chiamata Grotta del Cavallo.

Avvicinandosi allo scoglio si deve ormeggiare sul lato meridionale. Nuotando sul versante esterno e attraversando il canale tra lo scoglietto e il Quaglietto vero e proprio, si scende sul fondo. Da quì, lasciando alle spalle la roccia affiorante più piccola, si inizia la circumnavigazione del Quaglietto; dopo poche decine di metri ci si trova di fronte all’ imboccatura di una grande grotta che è la meta della nostra discesa.

Al centro della spelonca, poggiata sul fondo sabbioso, si erge una statua raffigurante una Madonna, posata da un circolo subacqueo. Dopo una breve sosta al centro della grotta si può proseguire verso l’interno armati di un potente faro: alla fine della cavità si incontrerà un fittissimo branco di gamberi rossi.

La Franata dell’Arcipelago
L’ itinerario proposto interessa la zona del canale tra Vulcano e Lipari. Partendo da Lipari o da uno degli approdi di Vulcano, ci si dirige verso le pendici di Vulcanello prospicienti il canale.

Il punto di inizio immersione è facilmente individuabile: due alberghi costruiti sulla costa, a poche decine di metri di distanza l’ uno dall’ altro. si inizia la discesa nel tratto di costa che divide i due fabbricati; il fondale scende molto gradualmente per diverse decine di metri, formando un ampio pianoro tra i tre e i dieci metri, coperto da un’ alternanza di piccoli scogli e ampie chiazze di posidonia.

Spostandosi allora verso Lipari, si segue una direzione perpendicolare alla costa, fino ad individuare l’ inizio di una discesa piuttosto ripida. I primi metri, tra i dieci e i venti, sono caratterizzati dalla presenza di una franata di piccoli sassi.

Superato questo tratto, fino ad attestarsi tra i trentacinque e i quarantacinque metri di profondità, le dimensioni dei massi che compongono la franata aumentano decisamente rendendo il fondale molto più spettacolare.

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