Escursioni via terra a Stromboli

Partendo dal molo di Scari ci si può dedicare ad una prima perlustrazione delle stradine e dei vicoli di S. Bartolo, patrono dell’isola.

A piedi o a bordo di caratteristiche “moto ape” (i taxi dell’isola) si possono raggiungere le altre piccole borgate di S. Vincenzo e Piscità, sparse lungo la costa nord orientale dell’isola.

Di fronte allo scalo di Ficogrande, a circa un miglio dalla costa, si erge maestoso (dalla forma di un castello medioevale) l’isolotto di Strombolicchio. Distante dal litorale 1600 metri, di fronte a Punta Lena, emerge alto 43 metri con in cima un faro. Quanto appare è il resto di un piccolo cono di un’eruzione laterale. Il vento e i sismi hanno poi plasmato questo castello di lava brunita.

Ai più avventurosi consigliamo l’ascensione al cratere (è opportuno farsi accompagnare da una guida locale)*. L’escursione richiede 3/4 ore e termina ad oltre 900 metri di quota dal livello del mare. La terrazza dell’Osservatorio Punta Labronzo costituisce una postazione strategica per assistere, da lontano, alle esplosioni del vulcano.




Nella parte orientale dell’isola (coperta da un manto verde) spiccano le tipiche casette bianche; alcune, disposte lungo spiagge nere come l’ebano o presso scogli lavici, offrono strani contrasti di tinte. Altre case sono appollaiate attorno alle chiese o si celano tra gli uliveti.

Altre, infine, si inerpicano sulle pendici scoscese del monte; oggi sono per lo più diroccate ma un tempo offrivano asilo agli stromboliani, che in esse si rifugiavano per sfuggire alle scorrerie notturne dei pirati saraceni.

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