Architettura Eoliana – la cultura eoliana dell’abitare

L'architettura eoliana è l'architettura tradizionale che caratterizza le costruzioni delle isole Eolie
La cultura eoliana dell’ “abitare” rispecchia una concezione di vita essenziale e funzionale. L’ unità di base è un cubo modulare che può essere sommato orizzontalmente o verticalmente ad altri cubi, secondo un principio di adattamento alle esigenze variabili del nucleo familiare. Ne risulta un costrutto edilizio compatto, forato da piccole aperture. I materiali edilizi adoperati sono di origine locale: blocchi di pietra lavica massiccia per le fondamenta, pietra pomice per le mura esterne, tufo per la pavimentazione delle terrazze.
L’ antica dimora è maggiormente chiusa ed ispirata ad un’ esigenza di difesa; sviluppata in verticale, offre superfici più limitate per la vita all’aperto. Il tetto a terrazzo (àstrico) è costruito in modo da consentire la raccolta dell’ acqua piovana; una loggia, sostenuta da un portico di archi, completa il piano sopraelevato.

L’ abitazione relativamente moderna si articola su un’asse orizzontale su cui si allineano, in successione, i vani di abitazione aperti sulla loggia o terrazzo (bagghiu); esso è circondato da elementi cilindrici (pulèra), che si innalzano quasi fino alla copertura del tetto.




Sulle “pulère” si stende un traliccio di canne o un pergolato di vite, destinato a dare ombra di giorno e a proteggere dall’umidità, la sera.
Lungo il “bagghiu” sfila un gradino di pietra rialzato che fa da sedile (bisola). Sul terrazzo si aprono l’imbocco della cisterna, il forno (dalla tipica forma ad uovo) ed il lavatoio di pietra.

La solarità dei colori delle case (il bianco dell’intonaco, il giallo o il rosa) si immerge nel disegno colorato del paesaggio. Disposti intorno alla casa si trovano talvolta alcuni rustici, utilizzati a fini produttivi dalla famiglia contadina: la cantina, piccoli mulini per macinare orzo e grano, il “palmento” (frantoi per la spremitura delle olive), le “pinnate” (stalle chiuse solo su tre lati) e la “pagghiara” (stalle seminterrate di paglia e pietra).
Questo tipo di casa rivela la presenza di un diverso modello di vita sociale, più sicuro ed aperto ad una intensa vita di relazioni di vicinato. Anche l’ interno delle case rispecchia questa concezione di vita, essenziale e funzionale: poche semplici suppellettili, oggetti legati ai bisogni del ciclo quotidiano ed assistenziale, la “Maidda”, lo “Scanaturi”. una povertà di arredamento che è soprattutto risparmio dello spazio e dei materiali.




La nascita e l’espansione economica (dalla fine del XVIII secolo) di una borghesia agraria e mercantile promuove lo sviluppo di più complesse forme architettoniche.
La casa si amplia in altezza fino ad un secondo piano e aumenta di vani; sulle mura esterne si aprono finestre e balconi; sulla linea dell’ “astrico” si sovrappongono decorazioni a pinnacoli e volute d’ispirazione barocca.

L’ architettura religiosa costituisce un aspetto fondamentale della cultura e della società eoliana. L’eterogeneità dei modelli offre un ventaglio di soluzioni superiori a quelle dell’ architettura residenziale.

Questa varietà di forme non rispecchia solo l’evoluzione storica degli stili ma anche diversi modi culturali di risolvere il rapporto con il territorio e con l’ ambiente sociale.
Nella chiesa dell’ Annunziata a Lipari si ha l’ esempio di organizzazione unitaria ed armonica dei manufatti residenziali e di culto; vi sono poi edifici religiosi obbedienti a forme culturali imposte dall’ esterno e lontane, per il loro disegno “sfarzoso”, dalla realtà economica e sociale locale; infine esempi di architettura rurale-religiosa del tutto coerenti col loro disegno “familiare”, col silenzioso inserirsi nell’ ambiente e nella vita sociale che andavano ad animare.

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